06.64532056 - 350.0320319 info@omyastudio.it

Consulenti e Collaboratori

COLLABORATORI

Oggi più che mai i bambini mostrano l’esigenza di riappropriarsi dei loro spazi e di esplorare il loro mondo. In quest’ottica, lo Yoga offre ai bambini un efficace strumento per conoscere sé stessi e avere una consapevolezza sempre maggiore delle proprie emozioni.

Attraverso lo Yoga il bambino è guidato ad esprimere liberamente le proprie potenzialità. Inoltre lo Yoga aiuta i bambini a concentrarsi, rimanere calmi, dare il meglio di sé e sostenersi a vicenda per evitare il bullismo.

Spesso si sente parlare di bambini incapaci di prestare attenzione e di concentrarsi, di calmare le forti emozioni e quindi di trovare la serenità personale all’interno di una realtà in cui gli stimoli positivi e negativi arrivano con velocità crescente invadendo ogni aspetto della vita sociale e rischiando di renderla innaturale. Fronteggiare il senso di dispersione e disgregazione al quale sono spesso soggetti i bambini, li aiuta a concentrarsi su se stessi, consentendo loro di vincere le paure e di affrontare le grandi emozioni (gioia, rabbia, paura, tristezza…) che, se non riconosciute e gestite rischiano di travolgerli.

Obiettivi del Corso
Lo scopo del Corso di Yoga è quello di valorizzare il bambino, facendo fiorire le sue innate qualità e i suoi talenti personali in maniera allegra e giocosa. Attraverso la pratica dello Yoga il bambino ha, infatti, la possibilità di sviluppare una maggiore conoscenza di sé e del suo corpo e di entrare in contatto con la natura e i ritmi normali della vita. Le posizioni Yoga, asana, contribuiscono a mantenere le ossa dei bambini sane e forti e i muscoli morbidi e flessibili, migliorando così anche le prestazioni sportive. Oltre a ciò le posizioni di equilibrio migliorano l’attenzione e la concentrazione e risvegliano la creatività. Un altro beneficio dello Yoga è quello di trasmettere ai bambini valori importanti e, quindi, è uno strumento di grandissima efficacia per la formazione del carattere che li aiuta a sviluppare l’autostima e la fiducia in sé stessi. Tutto questo avviene in modo graduale senza fretta e spirito competitivo perché lo scopo dello Yoga non è eseguire perfettamente una posizione ma alimentare nel bambino la forza interiore e l’accettazione di sé.

Finalità specifiche del corso
Lo Yoga è una disciplina di tipo olistico che agisce sulla salute e sul benessere psico-fisico di chi lo pratica. Studi condotti sui benefici apportati da questa disciplina hanno dimostrato che agisce in vari modi:

  • risveglia le potenzialità fisiche, psichiche e interiori di ciascuno;
  • attraverso la dimensione della gioia e del divertimento facilita l’assimilazione di nuovi concetti;
  • stimola lo sviluppo della creatività e della libertà di espressione;
  • guida il bambino a entrare in contatto amorevole con tutte le creature dell’universo;
  • potenzia il legame indissolubile tra mente e corpo;
  • stimola la curiosità, l’intuito e l’intelligenza razionale ed emotiva;
  • accompagna il bambino utilizzando la sua propensione naturale al gioco, come forza per favorire un apprendimento.

CONSULENTI

chionetti

Dott.ssa Cristina Chionetti

Tel: 06.5925338

  • Ortopedico e Fisiatra
  • Medico chirurgo
  • Specialista in Ortopedia e Traumatologia
  • Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione
  • Diploma in Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese
  • Diploma in Omotossicologia
  • Mesoterapia antalgica
  • Agopuntura per l’App. Muscolo-scheletrico

L’essere umano è un miracolo: è questa la convinzione che ho sempre avuto e che si è rafforzata con gli studi di medicina che ho fatto.

Ognuno può ritrovare in questa affermazione le sue convinzioni e avere una lettura particolare, ma si può rimanere solo pieni di stupore davanti all’armonia dell’uomo.

Un approccio “scientifico” alla fisiologia e alla patologia ci porta a studiare meccanismi complessi e integrantesi tra loro, però …manca qualcosa.

Nei miei anni di studi universitari – laurea, specializzazioni – mi è sembrato sempre di perdermi qualcosa.
Solo dopo che ho cominciato ad interessarmi alle medicine olistiche, con la loro visione globale dell’individuo, ho capito che noi medici lavoriamo utilizzando un decimo delle possibilità effettive.

Con la medicina tradizionale cinese, l’omotossicologia di Reckeweg, le teorie di Edward Bach, ho finalmente riempito il vuoto che avevo sempre sentito : siamo esseri complessi, integrati in un’unità bio-psico-comportamentale, e non possiamo risolvere i nostri problemi solo con un approccio tecnico-scientifico superspecializzato e quindi settoriale. Questo potrà servire ad affrontare problemi acuti gravi, ma per curare veramente bisogna andare più a fondo e “studiare” la persona.
Per fare questo, occorre tanta modestia, disponibilità di ascolto, apertura mentale, oltre ovviamente a salde basi scientifiche.

Nel corso degli anni, ho sperimentato l’inutilità e il fallimento in tante situazioni, affrontate in maniera frettolosa in ambulatori vari; denominatore comune di queste situazioni era sia la fretta e la superficialità del medico, sia la difficoltà di dialogo con il paziente.

Continuamente mi sono trovata di fronte a persone sfiduciate, che dicevano di aver provato tutto e speso anche molto, senza aver risolto niente; ma che però non si erano mai messe in discussione in prima persona per risolvere la loro situazione.

Ormai vedo bambini, ragazze, giovani donne, anziani, pieni di problemi, che trent’anni fa neanche esistevano ( es. bambini con dolori alla colonna cervicale per il prolungato uso di Videogiochi, cellulari, Tablet,…giovani donne stressate che si trascinano pesi eccessivi come borsoni con computer camminando con

tacchi vertiginosi, anziani con dolori da ipersollecitazione muscolo-tendinea da attività eccessiva in palestra,…).
E’ importante capire che bisogna avere la pazienza e la volontà di lavorare insieme, medico e paziente, per affrontare le situazioni.

Dopo i 50 anni, si entra in una fase della vita difficile, anche se con modalità diverse, per i due sessi.

Problemi quali le crisi vertiginose e le cervicoalgie “da stress”, i traumi “sportivi” da attività fisica mal svolta,…lasciano il campo a dolori e limitazione progressiva dell’autonomia funzionale ,cedimenti vertebrali e fratture ,disturbi dell’equilibrio con instabilità e facili cadute, per artrosi, osteoporosi, deficit neurologici progressivi.

Tutto ciò può essere affrontato in vari modi, ma occorre tener presente che solo con una piena coscienza del problema e la volontà di affrontarlo, si può ottenere qualche risultato.

Il risultato può essere la scomparsa dei dolori, la maggior sicurezza nelle attività quotidiane,…. ma anche la capacità di prevenire i dolori, sopportarli , o contenerli quando sopraggiunti; l’ accettazione di un nuovo stile in questa fase vita, comunque bella e unica.

E’ un cammino sicuramente più impegnativo, ma che penso che ogni individuo debba sentirsi impegnato a seguirlo: siamo un miracolo,…e dobbiamo essere coscienti di esserlo.

Occorre convincersi, contro l’opinione corrente, che artrosi, menopausa, perdita di massa ossea,… non sono malattie ma modificazioni nel tempo della meravigliosa macchina che è il corpo umano.
Si possono manifestare in modalità differenti, con problematiche più o meno “pesanti”, ma devono essere vissute con serenità, accettando i cambiamenti che gli anni e la vita portano.

Occorre confrontarsi, conoscersi e rendersi protagonisti della propria salute, che è un equilibrio psico-fisico in continua evoluzione.

Dott.ssa Silvia Di Mauro

Si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1987 presso l’Università di Roma ”La Sapienza” e si specializza in Odontostomatologia nel 1995 presso l’Università di Roma “Tor Vergata”.

Presta la propria opera presso gli ambulatori di “Odontoiatria conservativa e pediatrica” dell’Università di Roma Tor Vergata dal 1992 al 1999 e di “Odontoiatria dell’età evolutiva” dell’Università di Roma La Sapienza dal 2009 al 2011.

Nel suo articolato e nutrito percorso di crescita professionale consegue:

  • Master in “Odontoiatria Restaurativa (2006 presso l’Università di Napoli “Federico II”)
  • Master in “Odontoiatria dell’età evolutiva” ( 2010 presso l’Università di Roma “La Sapienza”)
  • Corso di perfezionamento in “Dentosofia” (2012 presso l’Università di Roma “Tor Vergata”)
  • Corso di formazione annuale in “Gnatologia classica” (2004 Prof Mario Molina –Roma)
  • Corso di formazione annuale in “Protesi fissa” ( 2001 Prof Antonio Ferro – Roma)

La naturale propensione a prendersi cura del paziente in modo globale, considerandolo cioè un unicum mente-corpo-spirito, l’ha stimolata a seguire i corsi di formazione in Psicosomatica col dott. Rudigher Dahlke (Montegrotto 2006-2008 ), in “Costellazioni familiari” con la dott.ssa Marianne Franke (Roma 2006-2007).

L’approfondimento dell’ Odontoiatria nelle sue sfaccettature meccanicistiche e olistiche l’ha portata dunque ad approcciare il paziente in modo personalizzato e sistemico.

Personalizzato, perché ogni individuo è un microcosmo in cui il biotipo, l’ambiente, il vissuto, l’ereditarietà somatica e psicogenetica, e lo stile di vita scrivono una storia diversa.

Sistemico, perché esiste una corrispondenza tra occlusione dentale e postura, così come tra denti, organi, segmenti scheletrici e vissuto emozionale del paziente, come la Dentosofia insegna.

teresi

Prof. Stefano Teresi

stefano.teresi@libero.it
www.progettoemeis.it
cell. 3280056365

  • Psicologo clinico Psicoterapeuta (iscrizione Ordine degli Psicologi del Lazio n. 4241)
  • Specialista in sessuologia e psicoterapia ipnotica
  • Consulente presso Istituto Pia Casa Ambrosini – Ospedale Cristo Re di Roma
  • Docente di Psicosomatica generale presso la Scuola di Specializzazione Universitaria in Psicoterapia e Psicosomatica Ospedale Cristo Re

In un mondo sempre più proteso e proiettato verso il superamento degli eventuali limiti e confini, mi sembra giusto e doveroso riflettere sulla ricerca dell’adattamento, o forse come sarebbe più giusto dire degli adattamenti primari e secondari.

Gli adattamenti primari sono affidati in modo del tutto naturale, alla filogenesi e all’ontogenesi ad un piano di “autoaggiustamento omeostatico”, quelli secondari al piano e profilo più difficile e complesso dell’epigenesi.

L’adattamento funzionale dovrebbe assecondare e soddisfare una specifica richiesta proveniente dall’organismo, anziché andare a sublimare in altri modi la natura stessa del bisogno.

L’unità psicosomatica costituita dall’insieme della mente e del corpo diventa il luogo al quale dopo aver individuato le richieste dobbiamo dare adeguate risposte “adattive”, per raggiungere uno stato interno di equilibrio e stabilità in continuo divenire.

La terapia evolutiva da me proposta in tutte le sue fasi, coadiuvata e sostenuta dall’assimilazione teorico-pratica dell’ipnosi indiretta può aiutare coloro i quali soffrono di disturbi legati all’ansia generalizzata (attacchi di panico, fobie, paura di volare…).a trovare maggiori livelli di compensazione tra lo stato psicologico-emotivo e quello somatico.

guglielminetti

Dr. Riccardo Guglielminetti

Tel: 339.6607141

  • Laureato in Scienze Geologiche presso l’ Università “La Sapienza”
  • Laureato in Scienze e Tecnologie dei Prodotti Erboristici, sempre presso l’Università “La Sapienza”
  • Laureato in Biologia della Nutrizione presso l’Università degli Studi di Camerino, Doctor of Science in Naturopathy presso la Honolulu University
  • Ha svolto attività di ricerca sulla farmacologia degli estratti vegetali presso L’Università di Camerino
  • Svolge attività di consulente nutrizionale in proprio e presso Centri Benessere e Farmacie a Roma, Perugia, Firenze.
  • Docente di Nutrizione e Dietetica presso numerose scuole di naturopatia, osteopatia e medicina funzionale.
  • Effettua conferenze e seminari sulla nutrizione in termini olistici e di prevenzione.
  • Dal 1985 si occupa di nutrizione, nutrigenomica, etnomedicina, medicina funzionale, medicina antiageing (antinvecchiamento) in un ottica di crescita personale e di sviluppo spirituale, cioè come parte di un percorso evolutivo dell’uomo in tutte le sue componenti.

Il termine omeostasi definisce la capacità degli organismi viventi di mantenere inalterate le caratteristiche fisico-chimiche dell’ambiente interno del corpo nonostante il variare, talora assai rapido e intenso, dei corrispondenti parametri ambientali, e degli stimoli ricevuti dall’esterno.

Ad esempio la temperatura ambientale può variare dai 40 e più gradi nella stagione calda a temperature sotto lo zero nei mesi più freddi e ciononostante il nostro corpo riesce a mantenere la temperatura interna intorno ai 37 gradi.

Se non facesse questo avremmo danni anche letali per variazioni di temperatura interna anche relativamente molto picccole, dell’ordine dei 2-3 gradi.

Ma la temperatura corporea è solo uno dei moltissimi parametri che il nostro corpo mantiene in equilibrio in maniera istantanea pena la decadenza delle funzioni vitali.

Sarebbe ad esempio sufficiente una bevanda fortemente acida (come alcune di quelle che beviamo talvolta) per portare il vostro ph al di fuori del range compatibile con la vita,  se, ancora una volta non intervenissero, in maniera quasi istantanea, dei meccanismi regolatori in grado di riportare rapidamente tale parametro all’equilibrio.

A complicare ancor più le cose bisogna sapere che tali equilibri si influenzano vicendevolmente, tanto da rendere più simili a un miracolo questi processi così perfettamente coordinati,  che a semplici  meccanismi regolatori.

Questi esempi dimostrano in maniera semplice il meccanismo dell’autoregolazione degli organismi viventi, o appunto omeostasi, che è un concetto fondamentale nella biologia moderna, formulato nel 19° sec. dal fisiologo francese C. Bernard.

Egli pensava che tale proprieta’  fosse essenziale per comprendere a fondo le caratteristiche fondamentali dei viventi nonchè molti eventi,  fisiologici ma anche patologici, che li contraddistinguono

Egli riteneva infatti che ogni evoluzione in senso patologico dell’organismo fosse accompagnata e anzi preceduta da uno squilibrio, pur lieve, degli equilibri del corpo.

Cio’ potrebbe perciò permettere di agire su tali equilibri PRIMA del manifestarsi della malattia stessa.

Tale concetto è divenuto poi ancor più complicato, ma si è rivelato ancora più affascinante, quando abbiamo capito che tali equilibri non sono statici, ma in perenne, seppur lieve, variazione in funzione di fattori ciclici di carattere ambientale (cicli giornalieri, cicli mensili, annuali, variazioni stagionali etc) ma anche interni (eta’ della vita, dieta e stile di vita etc.).

Si è così introdotto il concetto di omeodinamica: il perpetuo e coordinato variare delle funzioni vitali in maniera sincronica e ritmica. Il perenne valzer della vita che danziamo col mondo e con ciò che ci circonda.

Il nostro legame con il mondo, che però tendiamo sempre più a alterare, e talora spezzare, attraverso stimoli perturbatori di carattere artificiale: tossicità chimico-fisica, alterazione dei ritmi cronobiologici, disturbi psicologici etc. etc.

Molto spesso non ci rendiamo conto di quanto poniamo sotto stress tali perfetti meccanismi.

E’ sufficiente una alterazione non solo quantitativa ma anche ritmica di alcuni parametri, come ad esempio  il ph o i ritmi endocrini o neurovegetativi, per produrre una variazione della nostra capacita’ di adattamento. In altre parole del nostro benessere e della nostra capacità di resistere alle malattie.

Purtroppo non capiamo quanto rendiamo difficile la vita al nostro corpo, il quale, alla luce di questi e mille altri esempi che si potrebbero fare, si rivela essere un sofisticatissimo gioiello tecnologico, assai più avanzato di qualsiasi tecnologia umana…

Per fortuna disponiamo di molti strumenti anche in positivo per aiutare il nostro corpo nei suoi processi di adattamento: la nutrizione è uno di questi, ma anche l’attività fisica, lo stile di vita, oppure un massaggio e molte altre terapie naturali, cosi come un pensiero o una emozione positiva o una attività piacevole, e quant’altro,  cose che possiamo coltivare e migliorare sempre di più il nostro benessere!

Potremmo cosi evitare molti disturbi anche gravi, e ancor di più, avvicinarci a quel potenziale umano che molti ricercatori ritengono molto superiore a quanto finora espresso.

Share This